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Gatto sacro di Birmania

gatto sacro di birmania addormentato

Il gatto sacro di Birmania, o Birmano come è più comunemente chiamato per comodità, è una razza di gatto elegante, dalla stazza massiccia e dagli occhi blu. Di taglia medio-grande, le sue origini dovrebbero risalire al XIX secolo. Risulta piuttosto simile al Siamese ma rispetto ad esso possiede un corpo più robusto, zampe bianche e un mantello di pelo lungo e setoso che si presenta in tutte le varietà di colore pointed, inclusi chocolate e lilac. Il Birmano è considerato un gatto di taglia medio-grande, il peso di un esemplare di sesso femminile può raggiungere i 4 Kg, mentre quello di un esemplare di sesso maschile può raggiungere i 7 Kg.

Il Birmano è un gatto calmo e affettuoso al quale piace passare il tempo con la sua famiglia umana. Questa razza va particolarmente d’accordo con i bambini e con gli altri animali domestici, cani inclusi. Il Birmano non è un gatto particolarmente vocale, ma è solito rispondere con una vocina dolce e soave quando qualcuno gli parla. Il gatto sacro di Birmania non è un gatto particolarmente attivo paragonato ad altre razze, ma non disdegna giocare a rincorrere una pallina quando non è occupato ad accucciarsi sulle gambe di qualcuno.

Origini storiche della razza

Secondo una antichissima leggenda, alcuni gatti di colore bianco puro risiedevano nei tempi Buddisti situati nel paese di Burma (oggi Myanmar) ed erano venerati poiché trasportavano le anime dei sacerdori che abbandonavano la vita mortale. La Dea della transmutazione (processo che consiste nel cambiamento da una forma ad un’altra), Tsim-Kyan-Kse, era venerata all’interno di questi templi ed era rappresentata da una statua dorata dotata di luccicanti occhi color zaffiro. Mun-Ha, sacerdote devoto a questa divinità, prestava i suoi servizi presso il tempio di Lao-Tsun.

Ogni sera, il fedele compagno di Mun-Ha, Sinh, facente parte dei 100 gatti bianchi sacri che vivevano nel tempio, si univa a Mun-Ha durante le preghiere serali di fronte alla statua di Tsim-Kyan-Kse. Un giorno, dei predoni saccheggiarono il tempio per impadronirsi delle sue ricchezze e uccisero Mun-ha. Mentre esso giaceva a terra morente, Sinh poggiò la zampa sulla sua testa volgendo lo sguardo verso la statua di Tim-Kyan-Kse. Improvvisamente, il bianco pelo di Sinh cambiò diventando di una bellissima tonalità dorata, il viso, le zampe e la coda si scurirono del colore della terra, ed il colore dei suoi occhi cambiò da giallo ad un profondo blu zaffiro. La punta delle zampe, tuttavia, restò bianca per simboleggiare la purezza di spirito di Mun-Ha. Il giorno succesivo, tutti i gatti appartenenti al tempio avevano subito la stesa trasformazione. Per i 7 giorni a seguire Sinh rifiutò il cibo ed in fine morì trasportando lo spirito di Mun-Ha in paradiso.

La spiegazione più scientifica riguardante la storia della razza del sacro di Birmania inizia nel 1919, quando una coppia di gatti Birmani arrivò in Francia. Due storie diverse sono associate a questa coppia di gatti e, come nel caso della leggenda, nessuna delle due può essere provata. La prima asserisce che attorno all’inizio del ventesimo secolo il tempio di Tsim-Kyan-Kse fu saccheggiato e che due occidentali, Auguste Pavie e Major Gordon Russell, aiutarono alcuni dei sacerdoti ed i loro gatti a fuggire in Tibet. Quando i due fecero ritorno in Francia vennero ricompensati dai sacerdoti con una coppia di Birmani. La seconda, meno eroica, storia sostiene che un tizio di nome Mr. Vanderbilt comprò la coppia di gatti da uno scontento servo del tempio di Lao-Tsun. In entrambe le storie, l’esemplare di Birmano maschio, Maldapour, morì durante il viaggio verso la Francia attraverso l’oceano. L’esemplare femmina, Sita, arrivò in Francia in dolce attesa e diede alla luce i gattini concepiti con Maldapour. Sita divenne così la fondatrice Europea della razza.

La razza fiorì e nel 1925 il Birmano fu ufficialmente riconosciuto in Francia. Essa fu qui apprezzata fino allo scoppiare del caos della seconda guerra mondiale, quando la razza quasi si estinse, tanto che ad un certo punto fu nuovamente ridotta ad una singola coppia di gatti. Ci vollero molti anni per far rifiorire la razza (le razze utilizzate per aiutare questo processo furono verosimilmente Persiani e Siamesi),e nel 1955 il Birmano raggiunse il suo antico splendore.

Nel 1959 arrivò negli stati uniti la prima coppia di gatti Birmani e nel 1967 la CFA (Cat Fanciers Association) accettò ufficialmente la razza. Da quel giorno essa si è fatta strada in Nord America ed è diventata una razza molto popolare ed apprezzata. Oggi il Birmano è una delle razze più popolari tra i gatti a pelo lungo ed è attualmente classificata al nono posto nelle iscrizioni CFA.

Prezzo

Il prezzo di un esemplare di Gatto sacro di Birmania può variare dagli 800 ai 1100€, prezzo che può salire fino ai 1300€ per un esemplare figlio di campioni pluripremiati.

gatto sacro di birmania con occhi blu

Carattere

Il sacro di Birmania è un gatto dal carattere affettuoso, gentile e fedele. Probabilmente dovuto al suo passato da ex esemplare da tempio, il Birmano possiede un’aria altezzosa che sembra invitare all’adorazione. È un gatto molto intelligente che ama la compagnia umana. Il Birmano è solito accogliere le persone mostrando curiosità piuttosto che paura. Per via del suo dolce temperamento è un gatto facile da gestire e curare, è un compagno ideale per chiunque voglia un animale domestico amorevole ed affettuoso. Il Birmano è estremamente amichevole nei confronti di bambini, cani ed altri gatti, ama giocare insieme ad essi e predilige di gran lunga la compagnia alla solitudine.

Questa razza non esige particolari attenzioni ma sa come far capire ai propri umani quando desidera la sua dose di coccole. Il Birmano non è un gatto particolarmente attivo fisicamente ma non disdegna alcuni momenti di gioco intervallati a quelli di relax accovacciato sulle gambe dei propri umani.

Caratteristiche fisiche

Ecco di seguito tutte le caratteristiche fisiche del gatto sacro di birmania:

Corpo

Il corpo del Birmano è allungato, tarchiato, e possiede una buona muscolatura.

Testa

Il cranio è forte, ampio e arrotondato, la zona di fronte ed in mezzo alle orecchie è piatta. La fronte si inclina all’indietro ed è leggermente convessa. Il naso è di media lunghezza e larghezza, proporzionato alle dimensioni della testa, la sua linea parte da sotto agli occhi ed è leggermente convesso nella forma e nel profilo. Le guance sono piene, il muso non è né corto e smussanto, né appuntito e stretto, risulta in qualche modo leggermente arrotondato. La mascella è pronunciata, il mento è forte e ben sviluppato. Le orecchie sono di media lunghezza, sono larghe alla base quasi nella stessa misura in cui sono alte, e possiedono una punta arrotondata. Gli occhi sono quasi rotondi e possiedono un’espressione dolce. Ben distanziati, possiedono l’angolo esterno leggermente inclinato all’insù ed il loro colore è blu.

testa del gatto sacro di birmania

Zampe

Le zampe del sacro di Birmania sono di media lunghezza e possiedono un’ossatura pesante. La punta delle zampe è grande, arrotondata e ben salda. I cuscinetti sotto le zampe sono rosa ma a volte presentano dei punti scuri dovuti al doppio colore del pelo.

Coda

La coda è di media lunghezza, piacevolmente proporzionata al resto del corpo.

Pelo

Il pelo del gatto Sacro di Birmania può essere di media lunghezza o lungo, possiede una consistenza setosa e forma una spessa gorgiera atorno al collo. Il pelo è leggermente riccio sullo stomaco. Questo particolare e setoso manto non è incline alla formazioni di nodi.

Colori

Seal point, blue point, chocolate point, e lilac point. Il colore del corpo del gatto sacro di Birmania è uniforme, forte contrasto tra il colore del corpo e i punti di colore. Il colore point sul muso, orecchie, zampe e coda è denso e chiaramente definito.

La maschera data dal colore point ricopre l’intero viso compresi i cuscinetti delle vibrisse e si collega alle orecchie tramite linee. Le zampe anteriori possiedono dei guantini bianchi delimitati da una linea uniforme che attraversa la punta della zampa pressappoco all’altezza della seconda articolazione. I guantini bianchi delle zampe posteriori ricoprono interamente le dita e possono estendersi in altezza maggiormente rispetto alle zampe anteriori.

gattino sacro di birmania con baffi lunghi

Salute

Il Birmano gode genericamente di buona salute e può vivere fino a 15 o più anni. Il gatto sacro di Birmania può ad ogni modo essere incline alla comparsa di Parodontite, malattia dentale ad eziologia batterica e a patogenesi infiammatoria. Nota anche come Piorrea, è una malattia che, se non curata, porta alla distruzione dei tessuti che assicurano il sostegno e la stabilità ai denti. Spesso il primo sintomo di questa malattia è l’aumento della mobilità dentale, che in assenza di trattamenti adeguati progredisce lentamente fino alla caduta dei denti stessi. Per questo motivo è importante prevenire la comparsa di tale patologia spazzolando regolarmente i denti al proprio gatto e programmando regolari controlli e pulizie dentali presso il proprio veterinario di fiducia.