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Gatto Sacro di Birmania

Sacro di Birmania
Gatto Sacro di Birmania

Esemplare di Gatto Sacro di Birmania

Dati generali
Etimologia Il nome si riferisce, oltre ad indicarne la regione di origine, al fatto di essere considerato un animale sacro in Birmania, ancora oggi
Genitori Antiche origini birmane
Presente in natura No
Longevità 12-15 anni
Impieghi Animale da compagnia
Riproduzione
Fecondità Accoppiamenti consentiti solo con esemplari della stessa razza

Il gatto sacro di Birmania, o Birmano come è più comunemente chiamato per comodità, è una razza di gatto elegante, dalla stazza massiccia e dagli occhi blu. Di taglia medio-grande, le sue origini dovrebbero risalire al XIX secolo.

Risulta piuttosto simile al Siamese ma rispetto ad esso possiede un corpo più robusto, zampe bianche e un mantello di pelo lungo e setoso che si presenta in tutte le varietà di colore pointed, inclusi chocolate e lilac.

Il Birmano è considerato un gatto di taglia medio-grande, il peso di un esemplare di sesso femminile può raggiungere i 4 Kg, mentre quello di un esemplare di sesso maschile può raggiungere i 7 Kg.

Il Birmano è un gatto calmo e affettuoso al quale piace passare il tempo con la sua famiglia umana. Questa razza va particolarmente d’accordo con i bambini e con gli altri animali domestici, cani inclusi.

Il Birmano non è un gatto particolarmente vocale, ma è solito rispondere con una vocina dolce e soave quando qualcuno gli parla.

Non è un gatto particolarmente attivo paragonato ad altre razze, ma non disdegna giocare a rincorrere una pallina quando non è occupato ad accucciarsi sulle gambe di qualcuno.

Scheda informativa del Gatto Sacro di Birmania
Taglia Media
Per bambini È un ottimo gatto da compagnia e va, di conseguenza, molto d’accordo con i bambini
Con altri gatti Apprezza molto la compagnia di altri gatti in casa con lui
Con cani Se ben presentati potrebbe diventare addirittura un inseparabile amico per un cane
Anallergico No
Tendenza al sovrappeso Non ha una particolare tendenza ad ingrassare, ma va comunque tenuto sotto controllo e concesso adeguato esercizio
Tendenza a fuggire Gli piace esplorare ma rimane, tendenzialmente, molto attaccato al padrone e casa sua

Origini storiche della razza

Secondo una antichissima leggenda, alcuni gatti di colore bianco puro risiedevano nei tempi Buddisti situati nel paese di Burma (oggi Myanmar) ed erano venerati poiché trasportavano le anime dei sacerdoti che abbandonavano la vita mortale.

La Dea della trasmutazione (processo che consiste nel cambiamento da una forma ad un’altra), Tsim-Kyan-Kse, era venerata all’interno di questi templi ed era rappresentata da una statua dorata dotata di luccicanti occhi color zaffiro. Mun-Ha, sacerdote devoto a questa divinità, prestava i suoi servizi presso il tempio di Lao-Tsun.

Ogni sera, il fedele compagno di Mun-Ha, Sinh, facente parte dei 100 gatti bianchi sacri che vivevano nel tempio, si univa a Mun-Ha durante le preghiere serali di fronte alla statua di Tsim-Kyan-Kse. Un giorno, dei predoni saccheggiarono il tempio per impadronirsi delle sue ricchezze e uccisero Mun-ha. Mentre esso giaceva a terra morente, Sinh poggiò la zampa sulla sua testa volgendo lo sguardo verso la statua di Tim-Kyan-Kse.

Improvvisamente, il bianco pelo di Sinh cambiò diventando di una bellissima tonalità dorata, il viso, le zampe e la coda si scurirono del colore della terra, ed il colore dei suoi occhi cambiò da giallo ad un profondo blu zaffiro. La punta delle zampe, tuttavia, restò bianca per simboleggiare la purezza di spirito di Mun-Ha.

Il giorno succesivo, tutti i gatti appartenenti al tempio avevano subito la stesa trasformazione. Per i 7 giorni a seguire Sinh rifiutò il cibo ed in fine morì trasportando lo spirito di Mun-Ha in paradiso.

La spiegazione più scientifica riguardante la storia della razza del sacro di Birmania inizia nel 1919, quando una coppia di gatti Birmani arrivò in Francia.

Due storie diverse sono associate a questa coppia di gatti e, come nel caso della leggenda, nessuna delle due può essere provata.

La prima asserisce che attorno all’inizio del ventesimo secolo il tempio di Tsim-Kyan-Kse fu saccheggiato e che due occidentali, Auguste Pavie e Major Gordon Russell, aiutarono alcuni dei sacerdoti ed i loro gatti a fuggire in Tibet. Quando i due fecero ritorno in Francia vennero ricompensati dai sacerdoti con una coppia di Birmani.

La seconda, meno eroica, storia sostiene che un tizio di nome Mr. Vanderbilt comprò la coppia di gatti da uno scontento servo del tempio di Lao-Tsun.

In entrambe le storie, l’esemplare di Birmano maschio, Maldapour, morì durante il viaggio verso la Francia attraverso l’oceano. L’esemplare femmina, Sita, arrivò in Francia in dolce attesa e diede alla luce i gattini concepiti con Maldapour. Sita divenne così la fondatrice Europea della razza.

La razza fiorì e nel 1925 il Birmano fu ufficialmente riconosciuto in Francia. Essa fu qui apprezzata fino allo scoppiare del caos della seconda guerra mondiale, quando la razza quasi si estinse, tanto che ad un certo punto fu nuovamente ridotta ad una singola coppia di gatti.

Ci vollero molti anni per far rifiorire la razza (le razze utilizzate per aiutare questo processo furono verosimilmente Persiani e Siamesi),e nel 1955 il Birmano raggiunse il suo antico splendore.

Nel 1959 arrivò negli Stati Uniti la prima coppia di gatti Birmani e nel 1967 la CFA (Cat Fanciers Association) accettò ufficialmente la razza. Da quel giorno essa si è fatta strada in Nord America ed è diventata una razza molto popolare ed apprezzata.

Oggi il Birmano è una delle razze più popolari tra i gatti a pelo lungo ed è attualmente classificata al nono posto nelle iscrizioni CFA.

Prezzo

Il prezzo di un esemplare di Gatto sacro di Birmania può variare dagli 800 ai 1100€, prezzo che può salire fino ai 1300€ per un esemplare figlio di campioni pluripremiati.

gatto sacro di birmania con occhi blu

Carattere

Il sacro di Birmania è un gatto dal carattere affettuoso, gentile e fedele. Probabilmente dovuto al suo passato da ex esemplare da tempio, il Birmano possiede un’aria altezzosa che sembra invitare all’adorazione. È un gatto molto intelligente che ama la compagnia umana.

Il Birmano è solito accogliere le persone mostrando curiosità piuttosto che paura. Per via del suo dolce temperamento è un gatto facile da gestire e curare, è un compagno ideale per chiunque voglia un animale domestico amorevole ed affettuoso.

È estremamente amichevole nei confronti di bambini, cani ed altri gatti, ama giocare insieme ad essi e predilige di gran lunga la compagnia alla solitudine.

Questa razza non esige particolari attenzioni ma sa come far capire ai propri umani quando desidera la sua dose di coccole.

Il Birmano non è un gatto particolarmente attivo fisicamente ma non disdegna alcuni momenti di gioco intervallati a quelli di relax accovacciato sulle gambe dei propri umani.

Caratteristiche fisiche

 

Ecco di seguito tutte le caratteristiche fisiche del gatto sacro di Birmania:

Zampe

Le zampe del sacro di Birmania sono di media lunghezza e possiedono un’ossatura pesante. La punta delle zampe è grande, arrotondata e ben salda. I cuscinetti sotto le zampe sono rosa ma a volte presentano dei punti scuri dovuti al doppio colore del pelo.

Corpo

Il corpo del Birmano è allungato, tarchiato, e possiede una buona muscolatura.

PESO E ALTEZZA

Il peso di un esemplare maschio di razza pura del Sacro di Birmania si aggira intorno ai 5,5-6 kg; quello di un esemplare femmina varia fra i 3,5 e i 4,5 kg.

L’altezza di un maschio si aggira fra i 20-23 cm; quella di una femmina sta fra i 15-20 cm.

Testa

Il cranio è forte, ampio e arrotondato, la zona di fronte ed in mezzo alle orecchie è piatta.

La fronte si inclina all’indietro ed è leggermente convessa.

Il naso è di media lunghezza e larghezza, proporzionato alle dimensioni della testa, la sua linea parte da sotto agli occhi ed è leggermente convesso nella forma e nel profilo. L

e guance sono piene, il muso non è né corto e smussanto, né appuntito e stretto, risulta in qualche modo leggermente arrotondato.

La mascella è pronunciata, il mento è forte e ben sviluppato.

Le orecchie sono di media lunghezza, sono larghe alla base quasi nella stessa misura in cui sono alte, e possiedono una punta arrotondata.

Gli occhi sono quasi rotondi e possiedono un’espressione dolce. Ben distanziati, possiedono l’angolo esterno leggermente inclinato all’insù ed il loro colore è blu.

testa del gatto sacro di birmania

Coda

La coda è di media lunghezza, piacevolmente proporzionata al resto del corpo.

Pelo

Il pelo del gatto Sacro di Birmania può essere di media lunghezza o lungo, possiede una consistenza setosa e forma una spessa gorgiera attorno al collo.

Il manto è leggermente riccio sullo stomaco. Questo particolare e setoso manto non è incline alla formazioni di nodi.

Colori

Seal point, blue point, chocolate point, e lilac point. Il colore del corpo del gatto sacro di Birmania è uniforme, forte contrasto tra il colore del corpo e i punti di colore.

Il colorpoint sul muso, orecchie, zampe e coda è denso e chiaramente definito.

La maschera data dal colorpoint ricopre l’intero viso compresi i cuscinetti delle vibrisse e si collega alle orecchie tramite linee.

Le zampe anteriori possiedono dei guantini bianchi delimitati da una linea uniforme che attraversa la punta della zampa pressappoco all’altezza della seconda articolazione. I guantini bianchi delle zampe posteriori ricoprono interamente le dita e possono estendersi in altezza maggiormente rispetto alle zampe anteriori.

gattino sacro di birmania con baffi lunghi

CUCCIOLI

I cuccioli di Sacro di Birmania sanno essere dolcissimi e molto affettuosi: fin da piccoli imparano ad interagire con l’umano e fanno in modo di essere amati e coccolati a dovere.

Ha voglia di conoscere i componenti della famiglia e stabilire con loro un legame indissolubile fin dai primi mesi di vita. Pronto per essere un ottimo compagno di vita, sia con i più piccoli, che con gli adulti, il Sacro di Birmania ci seguirà in ogni stanza in cui ci sposteremo!

Appena prendiamo un cucciolo di Sacro di Birmania e lo portiamo a casa, dobbiamo metterci in testa una cosa: non avremo più  privacy! Pur rimanendo un felino, quindi pur avendo la necessità di pretendere momenti di solitudine, il carattere del cucciolo di tale razza è molto “appiccicoso”.

Ci accorgeremo presto, però, che tutto questo non ci disturberà, anzi: non potremo mai resistere al suo musetto estremamente tenero, del quale ci innamoreremo e al quale non sapremo mai dire di no.

È un gatto adatto a tutta la famiglia, se si abitua fin da piccolissimo a stare a contatto con la famiglia e con ogni suo componente. Molto curioso, studierà ogni nostro movimento per conoscerci e capire come ci comportiamo durante il giorno: questo lo aiuterà a rendere la convivenza perfetta.

Iperattivo e sempre pronto al gioco e al divertimento, esplorerà ogni angolo della casa e vorrà sempre sempre al corrente di quello che succede intorno a lui. Crescendo, questo si attenuerà leggermente, ma nonostante ciò, il Sacro di Birmania rimane sempre un cucciolotto.

Salute

Il Birmano gode genericamente di buona salute e può vivere fino a 15 o più anni.

Il gatto sacro di Birmania può ad ogni modo essere incline alla comparsa di Parodontite, malattia dentale ad eziologia batterica e a patogenesi infiammatoria.

Nota anche come Piorrea, è una malattia che, se non curata, porta alla distruzione dei tessuti che assicurano il sostegno e la stabilità ai denti. Spesso il primo sintomo di questa malattia è l’aumento della mobilità dentale, che in assenza di trattamenti adeguati progredisce lentamente fino alla caduta dei denti stessi.

Per questo motivo è importante prevenire la comparsa di tale patologia spazzolando regolarmente i denti al proprio gatto e programmando regolari controlli e pulizie dentali presso il proprio veterinario di fiducia.

INDICAZIONI SULL’ALIMENTAZIONE

Per quanto riguarda l’alimentazione, non ci sono grossi problemi da dover tenere in considerazione, se non quelli necessari per prendersi cura nel modo corretto di qualunque esemplare di animale domestico. Quindi: presentare cibo sempre di ottima qualità, che dia il giusto fabbisogno per affrontare ogni giornate al massimo delle forze e per rimanere in perfetta salute.

Il Sacro di Birmania sa regolarsi in modo autonomo: non dovremmo stargli troppo dietro ad ogni pasto, dal momento che sa gestire da solo le dosi di cibo senza esagerare.

TOELETTATURA

Rientra nella categoria dei gatti a pelo lungo, dunque va spazzolato e tenuto sotto controllo costantemente.

Oltre a questo, comunque ricordiamoci di controllare costantemente il suo manto e la pelle, poiché è possibile che si annidino parassiti o corpi estranei che potrebbero peggiorare la sua salute e il suo status.

Per quanto riguarda la pulizia e la sua igiene, è importante fare dei controlli specifici, tipo quello delle zampe e delle orecchie, in quanto zone molto sensibili.

ALLEVAMENTI

Sembra che in Italia ci sia qualche allevamento di Sacro di Birmania, sparsi su tutto il territorio italiano:

  • provincia di Bergamo, Brescia, Como, Mantova, Milano, Pavia (Lombardia)
  • Padova (Veneto)
  • Torino (Piemonte)
  • Bologna, Parma, Rimini (Emilia-Romagna)
  • Ascoli Piceno, Macerata (Marche)
  • Firenze, Livorno, Lucca, Pisa (Toscana)
  • Perugia, Terni (Umbria)
  • Roma, Viterbo (Lazio)
  • Palermo (Sicilia)
  • Lecce (Puglia)
  • Napoli (Campania)
  • Catania (Sicilia)

PRENDERSI CURA DEL SACRO DI BIRMANIA

Il Sacro di Birmania è un gatto con un carattere molto dolce e affettuoso con l’umano. Allo stesso tempo, però, sa convivere molto bene con altri animali domestici, anche gatti, purché venga abituato fin da piccolo a tale compagnia.

È un gatto che, da razza, soffre abbastanza il freddo. Sarà bene preoccuparsi di farlo stare sempre al caldo, in comodità e confort, creando gli spazi più adatti per lui e per farlo sentire a suo agio in casa.

Ama arrampicarsi ovunque ed esplorare ogni luogo o angolo più remoto della casa. Per farlo sfogare e soprattutto per evitare che faccia troppi danni in casi, sarà bene farlo sfogare come si deve con gli appositi supporti.

È spesso consigliato, dunque, fargli avere a disposizione un tiragraffi, con il quale possa giocare e divertirsi quando vorrà.

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