Cuccioli di Sacro di Birmania: come educare al meglio questi mici

L'educazione dei cuccioli di Sacro di Birmania non è affatto difficile e ci permette di gettare le basi per una convivenza serena e felice

gattini che giocano sulla poltrona

La buona convivenza inizia dall’educazione anche per i cuccioli di Sacro di Birmania, dei piccoli concentrati di morbido pelo e tenerezza.

Molti credono erroneamente che i gatti siano animali indipendenti che non si lasciano “domare” dal padroncino.

E in parte non possiamo dargli torto perché il micio, di per sé, è un animale che se la cava da solo e di certo non ha lo stesso comportamento di un cane (sebbene esistano razze di gatti che si comportano da cani).

Ma se vogliamo accudire un gattino non possiamo lasciare che cresca “selvaggiamente” facendo sempre tutto di testa propria.

Il piccolo deve imparare a distinguere i comportamenti corretti da quelli sbagliati e deve far sue delle abitudini indispensabili per la convivenza in famiglia.

Dobbiamo insegnargli a utilizzare la lettiera, a mangiare la propria pappa senza fare storie quando siamo a tavola e a riconoscere i propri spazi (senza invadere quelli altrui).

L’educazione dei cuccioli di Sacro di Birmania inizia dalla conoscenza che abbiamo della razza: per educare un micio dobbiamo prima di tutto conoscerne le attitudini e il temperamento.

Sacro di Birmania: carattere e temperamento

mamma gatta con i suoi cuccioli

Alla base della corretta educazione dei cuccioli di Sacro di Birmania c’è, senza dubbio, la conoscenza che abbiamo della razza.

Prima di adottare un micio, sia esso cucciolo o adulto, dobbiamo raccogliere più informazioni possibili per andare sul sicuro.

Non tutti i gatti sono adatti a qualsiasi contesto e se vogliamo rendere veramente felice il nostro micio dobbiamo assicurarci di potergli offrire l’ambiente ideale in base sia al suo carattere che alle sue attitudini.

Ci sono razze di gatti pigre e dormiglione, perfette per le persone anziane o per chi preferisce un micio meno impegnativo e che sappia stare da solo.

Così come ci sono razze di gatti più attive, dei veri terremoti che non stanno mai fermi e che hanno bisogno di sfogare le proprie energie con il gioco, adatte a persone giovani e alle famiglie con bambini.

gattino con il naso scuro

Il Sacro di Birmania è esattamente una via di mezzo tra queste due tipologie di gatto, un micione meraviglioso piuttosto simile al Siamese ma più robusto e a pelo lungo.

Ha un temperamento molto tranquillo, tanto che ama trascorrere gran parte del suo tempo a schiacciare lunghi pisolini.

Adora il contatto fisico con i membri della famiglia e non disdegna mai di seguirli di stanza in stanza per strappargli almeno una carezza.

Il Sacro di Birmania, insomma, è uno di quei gattoni che si accucciano sulle gambe del padrone e potrebbero passarci intere giornate!

Ecco che quindi emerge un primo tratto caratteristico della razza: questi gatti sono un tantino “morbosi”, affettuosi fino quasi all’esagerazione.

Anche se non è un micio particolarmente attivo il Sacro di Birmania comunque non rifiuta i momenti di gioco (ma solo quando non dorme!).

Educazione dei cuccioli di Sacro di Birmania: da dove iniziare

due gattini bianchi con le orecchie e il muso scuro

Il primo passo nell’educazione dei cuccioli di Sacro di Birmania consiste nel fargli conoscere l’ambiente domestico e i loro spazi “privati”.

Quando un gattino arriva in casa per la prima volta si trova in un posto sconosciuto e può reagire in tanti modi diversi.

In genere si sente un po’ spaesato, non sa dove si trova ed è come se venisse catapultato in una realtà sconosciuta.

Per questo dobbiamo avere molta comprensione ed essere gentili e pazienti. Non dimentichiamo che è stato appena separato dalla mamma, ha comunque subito un trauma.

Accarezziamolo, coccoliamolo, facciamogli capire che si può fidare di noi e che non ha nulla da temere.

Soprattutto diamogli il tempo di ambientarsi senza forzature o costrizioni e mostriamogli per prima cosa ciotole con pappa e acqua, lettiera e cuccia.

Fatto ciò possiamo entrare nel vivo dell’educazione dei cuccioli di Sacro di Birmania, dei gattini teneri e affabili che in genere non danno problemi in tal senso.

Tiragraffi e lettiera: insegniamogli ad usarli

gattino con il musetto dolce

L’educazione dei cuccioli di Sacro di Birmania, come di qualsiasi altro gattino, non può prescindere dall’utilizzo della lettiera.

La lettiera è un accessorio indispensabile per la vita dei gatti in casa ed è importante che imparino a usarla sin da piccoli.

In realtà quel che possiamo fare noi è poco, il gatto istintivamente cerca la sabbietta per fare i bisognini e di fatto ne è attratto in maniera naturale.

Dobbiamo assicurarci che la lettiera sia posizionata in un luogo facilmente raggiungibile e lontano da fonti di rumore che potrebbero distogliere il micio dall’utilizzarla.

E dobbiamo pulirla regolarmente togliendo le urine e le feci non solo per evitare che emani cattivo odore ma soprattutto per una questione di igiene.

Questa è anche la fase in cui possiamo capire qual è il tipo di lettiera più adatto al nostro gattino.

I gatti sono animali un po’ esigenti quando si parla di “toilette” e non è scontato che utilizzino con piacere qualsiasi sabbietta.

Possiamo provare con la classica lettiera agglomerante, evitando quelle profumate dall’aroma troppo intenso, ed eventualmente cambiare passando a una lettiera assorbente o a quella in silicio (anche se non è consigliata).

La prima fase dell’educazione dei cuccioli di Sacro di Birmania comprende anche un altro importantissimo insegnamento: usare il tiragraffi!

Se il gattino non impara a utilizzare il tiragraffi per farsi le unghie rischiamo di avere un gatto adulto che distrugge pareti, mobili e tutto ciò che gli capiti a tiro.

Il modo migliore per invogliarlo è il rinforzo positivo, vale a dire che ogni volta che il gattino utilizza il suo tiragraffi dobbiamo premiarlo con una carezza e uno snack.

Cuccioli di Sacro di Birmania: educazione al gioco

gattini che giocano con i pupazzetti

I gattini hanno un modo tutto loro di giocare che inconsciamente ricorda il rapporto intimo con la propria mamma.

Perciò è naturale che per giocare inizino a mordicchiarci e leccarci le mani oppure tirano fuori le unghie per aggrapparvisi.

Ma il gioco non deve mai diventare violento e se questo comportamento resta incontrollato da adulti i gatti potrebbero farci molto male.

L’educazione al gioco è di fondamentale importanza per i cuccioli di Sacro di Birmania e per tutti i gattini.

Bastano dei piccoli passi per insegnare al gattino che si può giocare ma senza far male al padroncino.

Quando il gattino è molto piccolo non possiamo impedirgli di scoprire le nostre mani, dobbiamo consentirgli di mordicchiarle e leccarle, com’è giusto che sia.

Ma quando cresce un po’, intorno alle 3 settimane di vita, dobbiamo iniziare ad arginare morsi e graffi e con un bel “no” secco ritirare e chiudere la mano.

Deve capire che se mette troppa forza ci può fare del male e a quel punto il gioco si ferma, perché non è più divertente.

Dal canto nostro, però, dovremmo evitare di far giocare il gattino alla lotta con le nostre mani e abituarlo a utilizzare i suoi giochini.

Conclusioni

Le esigenze dei cuccioli di Sacro di Birmania sono le stesse di tutti i gattini: amore, cure e soprattutto educazione.

Per vivere tutti insieme “felici e contenti” occorre stabilire delle regole e correggere eventuali comportamenti sbagliati che possano mettere in pericolo la salute del gattino ma anche la nostra.

I piccoli di questa razza hanno un carattere meraviglioso e sono naturalmente portati ad ascoltare il padroncino e fidarsi di lui.

Perciò educarli non è un’impresa difficile anzi rispetto ad altre razze di gatti un po’ più monelli è quasi un gioco da ragazzi.

Dobbiamo sempre tenere a mente i punti fondamentali: mai sgridare o essere violenti con i gattini, utilizziamo il rinforzo positivo ma, soprattutto, cerchiamo di avere pazienza ed essere gentili.