Stomatite del gatto: i sintomi per riconoscerla, le cause e tutti i rimedi

La stomatite è una malattia cronica del gatto che provoca terribili e dolorose infezioni del cavo orale. Ecco i sintomi e i possibili rimedi

gatto che sbadiglia

La stomatite del gatto è un disturbo piuttosto frequente ed è accompagnata da sintomi specifici che dobbiamo imparare a riconoscere.

Parliamo di una malattia che può essere davvero debilitante per il micio perché provoca problemi alla bocca e di conseguenza influisce sulla sua nutrizione.

Infatti il gatto affetto da stomatite ha problemi alle gengive molto dolorosi, anzi possiamo dire che abbia un dolore cronico che gli impedisce di mangiare come dovrebbe.

Così il gatto a poco a poco perde peso, produce una abnorme quantità di saliva e inizia ad avere problemi ai denti e infiammazioni alle gengive.

Insomma, la stomatite del gatto è una brutta bestia perciò è importante saperla riconoscere e ricorrere al veterinario per il trattamento più adeguato.

Cause della stomatite del gatto

controllare i denti del gatto

Se il gatto ha problemi alla bocca e alle gengive in più della metà dei casi si tratta proprio di stomatite felina.

La stomatite del gatto si può manifestare già a 4 mesi di età ma è molto più frequente nei mici anziani.

Una delle cause della malattia è legata al pool genetico di alcune razze che risultano, così, maggiormente predisposte.

Tra queste possiamo citare il Siamese, il Maine Coon, il Burmese o l’Abissino che di base sono soggetti a disturbi della bocca e altre malattie che possono provocare stomatite.

I gatti più colpiti sono quelli con un sistema immunitario compromesso o molto debole, oppure quelli che hanno sviluppato allergie e intolleranze alimentari, perfino l’allergia alle pulci può avere un grande peso.

La stomatite del gatto è comune nei soggetti predisposti alle infezioni batteriche e virali, quindi nei gatti colpiti da virus respiratori, FIV (sindrome dell’immunodeficienza felina) o FeLV (leucemia felina).

La malattia può essere provocata anche da malattie che colpiscono i reni come l’insufficienza renale ed è comune nei gatti che non curano molto l’igiene orale.

Non è un caso che si ripeta sempre quanto sia importante pulire i denti del gatto tutti i giorni, specialmente nei gatti anziani o predisposti a questo tipo di disturbi.

Occorre ridurre la formazione di placca dentale perché i gatti che hanno una scarsa risposta immunitaria e affetti da stomatite possono soffrire di un’infiammazione tanto dolorosa da diventare devastante.

Sintomi della malattia

gatto con la lingua di fuori

La stomatite del gatto non va presa sottogamba perché è una malattia molto dolorosa e debilitante.

Può iniziare con una semplice infiammazione delle gengive ma se non viene curata in tempo può aggravarsi.

Così quella semplice infiammazione gengivale si estende a tutta la mucosa orale rendendo impossibile al gatto mangiare la pappa e sopportare il dolore.

I sintomi più comuni della stomatite del gatto sono:

  • alito cattivo
  • ipersalivazione (scialorrea)
  • inappetenza
  • perdita di peso
  • disidratazione
  • gengive arrossate (o sanguinanti)
  • ulcere nella bocca (afte e pustole)
  • dolore cronico
  • aggressività o apatia

Alla luce di tutti questi sintomi possiamo ben comprendere quando un micio possa soffrire in presenza di stomatite.

E sintomi come l’aggressività e l’apatia sono in realtà il primo campanello d’allarme di cui tenere conto, insieme al fatto che il gatto non vuole più mangiare.

Può capitare che abbia meno fame del solito, certo, ma in questo caso noteremo che il micio non si avvicina neanche alla ciotola.

E i rischi della mancata ingestione di alimenti sono molto seri perché il gatto non assimila più i nutrienti di cui ha bisogno, non ha le energie per affrontare la giornata e diventa letargico e apatico.

Al contempo prova un terribile dolore che provoca degli scatti d’ira perché istintivamente non vuole farsi avvicinare o toccare.

Ecco che l’unica persona che ci può essere d’aiuto è il veterinario, prima di tutto per avere una diagnosi certa di stomatite del gatto e poi per iniziare una terapia efficace che possa restituirgli una vita normale.

Stomatite del gatto: diagnosi e terapia

veterinario controlla le gengive del gatto

Curare la stomatite del gatto non è semplice come potrebbe sembrare perché abbiamo a che fare con un animale che soffre davvero tanto.

La prima cosa da fare è portarlo dal veterinario per appurare che in effetti si tratti di questo disturbo e iniziare con una terapia che allevi il dolore.

Per prima cosa prescriverà analgesici e antinfiammatori a base di cortisone da somministrare al micio in un periodo prolungato di tempo.

È l’unico modo per ridurre il dolore cronico e acuto del gatto, anche se nei casi più gravi purtroppo si deve ricorrere all’estrazione dei denti totale o parziale.

Purtroppo in caso di stomatite cronica la bocca del gatto subisce dei danni irreparabili e per evitare che la situazione peggiori e che il micio possa mangiare tranquillamente, almeno la pappa morbida, occorre una soluzione estrema come questa.

veterinario estrae i denti del gatto

Se il veterinario sospetta che la causa di stomatite possa essere un’allergia o un’intolleranza alimentare deve procedere con i test allergici.

In questo modo potrà stabilire da quali alimenti è scatenata questa terribile condizione infiammatoria e dare l’ordine tassativo di eliminarli dalla dieta.

Se la malattia è una reazione all’allergia alle pulci, invece, c’è da capire se per caso il micio ne abbia ingoiata una.

La stomatite potrebbe essere provocata proprio da questo corpo estraneo rimasto attaccato alla mucosa orale e quindi si deve procedere immediatamente con l’estrazione.

Stessa cosa vale se il gatto è allergico alla placca batterica, il veterinario dovrà procedere alla rimozione manuale dello strato formatosi intorno ai denti per ridurre l’infiammazione.

Prevenzione e rimedi naturali

lavare i denti del gatto

Purtroppo la stomatite del gatto è una malattia cronica e l’unica cosa che possiamo fare è cercare di rendere la vita del nostro compagno felino meno dolorosa possibile.

Dobbiamo assicurarci che possa mangiare e introdurre le calorie e i nutrienti di cui ha bisogno per sopravvivere.

E dobbiamo fare in modo che introduca liquidi nell’organismo altrimenti rischia di disidratarsi del tutto.

Purtroppo un gatto affetto da stomatite non vi permetterà mai di avvicinarvi alla sua bocca per pulire i denti e le gengive, escludiamo che si possa fare una pulizia adeguata.

Probabilmente siamo stati un po’ superficiali in passato e dopo tanti anni senza curare la sua igiene orale il risultato è questo.

Con gli antidolorifici dovremmo essere in grado almeno di togliere tartaro e placca, procedendo con molta delicatezza e senza far agitare il gatto.

In presenza di stomatite dobbiamo modificare la dieta del gatto optando per alimenti freschi e naturali ma soprattutto preferendo il cibo morbido.

I croccantini sono difficili da masticare e il gatto potrebbe farsi davvero molto male mangiandoli.

Tra i rimedi naturali (da utilizzare sempre con l’approvazione del veterinario) ci sono il decotto di malva dal potere antisettico, o sostanze naturali come l’arnica, la propoli, la calendula.

Il veterinario ci potrà consigliare anche degli integratori alimentari che aiutino il gatto a ripristinare il livello di vitamine e sali minerali.

Sono tutti rimedi naturali che aiutano il micio a non provare dolore ma non sono decisivi. L’unica terapia possibile è quella farmacologica ma non risolve del tutto il problema.

La stomatite del gatto è contagiosa?

La stomatite del gatto non è una malattia contagiosa per l’uomo quindi state tranquilli, non vi ritroverete terribili ulcere in bocca.

Le ulcere da stomatite spesso vengono confuse con quelle provocate dal virus dell’Herpes, un’infezione virale molto potente e pericolosa.

L’Herpesvirus si trasmette all’uomo perché le vescicole che si formano dentro ma soprattutto all’esterno della bocca sono estremamente contagiose.

Per questo è importante che il veterinario faccia una diagnosi corretta, altrimenti rischiamo di somministrare al micio il trattamento sbagliato mettendo ancor più a rischio la sua salute.