Cuccioli di Ocicat, punti deboli: quali sono le loro fragilità e a cosa fare attenzione

cucciolo ocicat sguardo profondo

Cuccioli di Ocicat, punti deboli: cosa sappiamo riguardo le fragilità di questi piccoli felini dallo sguardo vispo e intenso? Come possiamo provvedere al meglio a prenderci cura di loro? Ecco cosa dobbiamo considerare per essere degli ottimi padroncini.

Cuccioli di Ocicat: delicatezza e punti deboli

ocicat incuriosito

Quali sono le peculiarità essenziali che caratterizzano un cucciolo di Ocicat? Come ci dobbiamo muovere quando decidiamo di prendere un piccolino di questa razza?

Prima di tutto, ciò che è di vitale importanza è capire come ci si prende cura di un qualsiasi cucciolo di gatto; in un secondo momento, poi, bisognerà capire se c’è qualcosa di specifico che bisogna fare per questa razza.

Partiamo da alcuni elementi essenziali: Ocicat e la salute. Cosa sapere sul suo stato di benessere? Vediamolo insieme.

Ocicat e salute: cosa sapere

gattino vuole giocare

Cuccioli di Ocicat, punti deboli? Quella presa in esame in tale sede è. una razza abbastanza longeva ma, purtroppo, come spesso accade, soffre di alcune patologie tipiche. Analizziamole nello specifico e cerchiamo di capire come meglio aiutare i nostri amici felini.

Deficit di Piruvato

ocicat sguardo profondo

Il Deficit di Piruvato è una patologia metabolica di tipo ereditario: in tal caso, dunque, è la genetica a parlare. L’enzima Piruvato Chinasi deve necessariamente essere all’interno dell’organismo nella quantità giusta, in quanto permette lo sviluppo e la creazione costante di globuli rossi.

Quando un gatto viene colpito da questa malattia, invece, l’enzima Piruvato Chinasi è presente in quantità insufficiente, andando così a provocare un’anemia saltuaria.

Ecco un punto debole dei cuccioli di Ocicat: tale problema colpisce i gattini fin dalla tenerissima età, essendo appunto una malattia ereditaria. Generalmente, ci si può accorgere dell’eventuale sua presenza all’età di circa 6 mesi di vita.

Però, facciamo attenzione ad una cosa: se non si dovesse sviluppare entro questo lasso di tempo, non è detto che il gattino ne sia esente, anzi! Ci sono dei casi in cui non dà problemi durante tutto l’arco della vita, ma si sviluppa quando il gatto è molto anziano, circa di 12 anni di età e, in tal caso, può provocare dei danni ancora peggiori.

Di cosa parliamo nello specifico quando nominiamo il Deficit di Piruvato? Sostanzialmente, è la presenza di un gene recessivo a causare il tutto. Ci potremmo accorgere di tale “impiccio” tramite uno screening del DNA.

Cosa significa? Grazie ad esso, potremmo avere informazioni riguardo la salute del nostro gattino e capire se essi risulta portatore sano di tale patologia o se, invece, ne rimane colpito.

Qualcosa non ci accorgessimo preventivamente della faccenda, potremmo notare alcuni sintomi tipici di tale malattia. Eccoli:

  • itterizia (colore giallastro della pelle)
  • letargia (stato patologico caratterizzato da un profondo sonno)
  • gonfiore addominale
  • gengive di colore pallido

È una malattia molto diffusa fra i gatti abissini, di conseguenza colpisce tantissimo anche l’Ocicat in quanto nato da incroci fra Abissino e Siamese.

Amiloidosi

ocicat sguardo dolce

L’Amiloidosi è anch’essa una malattia ereditaria e degenerativa. Prende il nome dalla sostanza Amiloide, una proteina insolubile che, prodotta in eccessiva quantità, tende a danneggiare l’organismo del gatto poiché si sedimenta su organi essenziali, quali prima di tutto il fegato, ma poi anche i reni, la milza, il pancreas,  a volte il cuore o i polmoni. Dipende dalla specificità presente nell’esemplare.

Esistono, infatti, quattro diverse tipologie di Amiloide:

  1. primaria: è scatenata da fattori genetici. Può intaccare cuore, pelle, intestino
  2. secondaria: generalmente la più comune, spesso si verifica insieme a patologie come malattie autoimmuni, diabete mellito o neoplasie di vario tipo. Agisce negativamente su fegato, pancreas, milza, reni
  3. familiare: è di carattere ereditario. Interessa polmoni e cuore
  4. isolata: questa è limitata solamente a determinate parti del corpo, come cute, articolazioni, cervello

Quali sono i sintomi che potrebbero metterci la pulce nell’orecchio?

  • letargia (stato patologico di sonno profondo)
  • perdita di peso
  • ipertensione (aumento nell’organismo di liquidi o gas)
  • proteinuria (presenza di proteine nelle urine)
  • insufficienza renale (se colpiti principalmente i reni)
  • insufficienza epatica (se colpito principalmente il fegato)

Cosa si può fare? Il tasso di mortalità di questa patologia è molto alto, dunque è importantissimo intervenire all’istante. Una visita dal veterinario è sicuramente il primo passo da fare, non appena ci rendiamo conto che qualcosa non quadra o nel momento in cui vediamo uno dei sintomi sopra descritti.

Sarà il medico a stabilire la cura specifica per il nostro cucciolo di Ocicat. Le cure terapeutiche vanno a rallentare o eliminare la produzione di quella proteina che intacca l’organismo del piccolo e interferisce con la sua salute.

Cardiomiopatia Ipertrofica

ocicat musetti buffi

La Cardiomiopatia Ipertrofica è una patologia che intacca il cuore. Solitamente, è una malattia ereditaria e genetica. In cosa consiste? Il ventricolo sinistro si inspessisce in modo innaturale, fino a compromettere l’intero organismo del gatto, soprattutto se molto piccolo di età.

Se non viene trattata a dovere e in modo tempestivo, nel lungo periodo può degenerare. L’apporto di sangue necessario all’organismo non è più soddisfatto e si formano dei coaguli che impediscono che tutto segua il suo naturale corso.

Quali sono i sintomi che possono darci degli allarmi?

  • debolezza generale
  • inappetenza
  • grande fatica nei movimenti
  • stanchezza costante
  • difficoltà respiratorie
  • formazione di trombi (fase acutissima e poco risolvibile)

Sarà il veterinario a darci la giusta diagnosi, anche se ad oggi non c’è una cura specifica che funziona al 100%. Quello che possiamo fare noi, da bravi padroncini (oltre all’intervento tempestivo) e su prescrizione medica, ovviamente, è tenere il gatto a riposo.

Lontano da stress e da movimenti bruschi o passeggiate all’avventura, il gattino potrebbe avere qualche possibilità in più. Purtroppo, però, l’aspettativa di vita per un cucciolo che presenta tale patologia non è molto lunga.

Se asintomatico, il gatto può arrivare a sfiorare i 5 anni, altrimenti non supererà il terzo anno di età. Nei casi più gravi, potrebbe non avere speranza nemmeno al sesto mese.

Parodontite

gattino concentrato a giocare

La Parodontite è una malattia che intacca il cavo orale del gatto. Consiste in un’infiammazione della mucosa orale, orofaringea e linguale. È molto comune nei felini cuccioli, in quanto si sviluppa generalmente entro il terzo anno di età.

Qual è la causa di tutto ciò? L’infiammazione è dovuta all’accumulo di batteri, i quali possono trovarsi sia nel cibo sia in qualunque cosa che il felino lecca, mastica, si mette in bocca. Solitamente, ci si può accorgere di tale malattia perché si crea una sorta di patina, una placca bianca in bocca che non rientra sicuramente nella norma dell’organismo.

Quali sono i sintomi?

  • sanguinamento delle gengive
  • inappetenza
  • dimagrimento
  • caduta di denti
  • tartaro
  • salivazione incrementata
  • dolore
  • alito cattivo

Se non curata a dovere, oltre alla caduta dei denti in età precoce, può anche determinare la frattura della mascella o la dispersione dei batteri nell’organismo, soprattutto nel sangue.  Contattare immediatamente il veterinario è quello che serve.

Come cura, solitamente viene somministrato un antibiotico, una sorta di disinfettante del cavo orale e consigliata la pulizia dei denti costante e quotidiana e dell’igiene generale della bocca.

Oltre a questo, sarà importante curare anche l’alimentazione e fare attenzione, per quanto possibile, che il nostro gatto non ingerisca o semplicemente non mastichi oggetti indesiderati.

Conclusione

ocicat insieme si riposano

Dunque, cuccioli di Ocicat e punti deboli? Ecco tutte le patologie che colpiscono questa razza fin dalla tenerissima età. Prendersi cura di un gatto significa anche imparare a conoscerlo e comprendere al meglio ogni suo spostamento, movimento, ogni sua abitudine.

Prevenzione e attenzione associate a cura e amore sono le parole chiave per un ottimo lavoro da perfetti padroncini.