Gatto maltrattato, come prendersene cura senza errori

Gatto maltrattato. come prendersene cura al meglio? Occorre cuore ma soprattutto pazienza, per dargli il tempo di integrarsi. Vediamo come

gatto bianco e arancione

Non tutti i piccoli felini hanno la fortuna di conoscere brave persone che li trattino con dolcezza e rispetto. Avere a che fare con un gatto maltrattato significa capire come prendersene cura nel modo giusto e senza commettere errori. Partiamo sempre dal presupposto che un micio del genere ha subito violenze fisiche e mentali, perciò non avrà sicuramente molta voglia di socializzare con le persone. Non ha fiducia in loro, vede gli esseri umani come nemici da evitare, come una fonte di tristezza e di dolore. Per prendersi cura di un gatto maltrattato ci vuole tanta pazienza, ma soprattutto sapere cosa fare e cosa al contrario evitare. Perciò cerchiamo di capire come fare, in modo da potergli donare una seconda possibilità e fargli capire che non tutte le persone sono cattive. Da noi avrà soltanto tantissimo amore!

Portarlo subito dal veterinario

gatto nel trasportino

Per capire come prendersi cura di un gatto maltrattato è giusto affidarsi prima di tutto al parere di un esperto. E chi meglio di un veterinario può aiutarci in questa encomiabile impresa? I gatti trovatelli e che hanno subito maltrattamenti portano i segni fisici dell’inferno che hanno dovuto attraversare. Non sono soltanto insicuri, spaventati e profondamente infelici, ma spesso subiscono danni interni che all’apparenza non sono visibili. Questi mici sono aggressivi nei confronti delle persone, perciò è molto difficile avvicinarli anche solo per controllare se hanno una zampina rotta.

Affidiamoci allora alle cure del veterinario. Non appena portiamo il gatto maltrattato in casa nostra, prenotiamo subito una visita medica per capire se abbia delle lesioni oppure infezioni e malattie. Questo ci serve non solo per dargli le giuste medicine e farlo guarire del tutto, ma anche per sapere dove gli fa male e non dobbiamo assolutamente toccarlo.

Fornirgli tutto ciò di cui ha bisogno

Il gatto maltrattato, come ogni piccolo felino, ha bisogno di cure ma anche di tutti i suppellettili con cui possiamo prendercene cura in casa. Prima del suo arrivo prepariamo una bella stanza tranquilla con tutto ciò di cui ha bisogno: le ciotole per la pappa e l’acqua, una lettiera nuova di zecca e anche qualche giocattolo con cui magari prendere confidenza. Il gatto maltrattato, più degli altri, ha bisogno di costruire delle certezze per imparare ad acquistare fiducia in noi e nel nuovo ambiente in cui si trova. Prepariamogli anche qualche giaciglio caldo e comodo in cui possa nascondersi e schiacciare i suoi meritati pisolini. Dopo tutto quel che ha passato è il minimo che possiamo fare!

Dargli il tempo di adattarsi al nuovo ambiente

gatto che si appiattisce a terra

Avendo a che fare con un gatto maltrattato, nel come prendercene cura rientra anche un elemento fondamentale: il tempo. Micio è spaventato, si trova in una casa nuova tra persone che non conosce ed è naturale che abbia bisogno di ambientarsi. Per questo dobbiamo cercare di farlo sentire a suo agio senza mai forzare la mano, anche a costo di lasciarlo da solo nella sua stanza in modo che si tranquillizzi. All’inizio non sarà facile, questo dobbiamo tenerlo a mente e dobbiamo prepararci al fatto che Micio non sarà da subito tutto fusa e coccole. Anzi, con molta probabilità ci allontanerà soffiando e miagolando. Un modo per aiutarlo è ridurre al minimo i rumori, evitando soprattutto quelli molto forti che ai gatti non piacciono.

Per i primi tempi, se vediamo che il gatto maltrattato è troppo pauroso, consentiamogli di stare rintanato nella sua stanza anche con la porta chiusa. Ma se a poco a poco tende a uscire, non rinchiudiamolo e diamogli sempre una possibilità di fuga. Altrimenti potrebbe sentirsi come imprigionato e questo non farebbe altro che alimentare le sue paure e il suo nervosismo.

Lasciargli la possibilità di nascondersi

Lasciamo che il gatto maltrattato si nasconda in casa. Potrebbero volerci giorni, settimane o mesi prima che esca dal suo nascondiglio, ma non dimentichiamo che dobbiamo seguire i suoi tempi, mica i nostri! Con il trascorrere dei giorni dovremmo già notare qualche cambiamento nel suo comportamento. Micio non è stupido, nel tempo comincerà ad accorgersi della differenza tra la sua nuova accogliente famiglia e quella che invece gli ha fatto solo del male. Se si rende conto di avere un nascondiglio tutto suo in cui rifugiarsi senza che qualcuno lo disturbi, il passo successivo sarà iniziare ad esplorare il resto della casa.

Assicuriamoci che il gatto maltrattato possa accedere facilmente al cibo e all’acqua direttamente dal suo nascondiglio, senza costringerlo a venirne fuori e magari dover attraversare l’intera stanza.

Non costringerlo a socializzare con le persone

gatto tutto bagnato

Il gatto maltrattato non si fida delle persone, perciò come prendersene cura se non rispettando le sue paure e la sua volontà? Dal nostro punto di vista puramente umano, è facile cadere nell’errore di credere che fargli sentire la nostra presenza sia indispensabile per farlo stare bene. Ma al contrario rischiamo di spaventarlo ancora di più e soprattutto che ci veda come una minaccia, senza imparare a fidarsi realmente di noi. I gatti che hanno subito violenze di ogni genere hanno bisogno di tempo, non smetteremo mai di ripeterlo.

Per i primi tempi dobbiamo lasciarli da soli, anche se all’apparenza potrebbe sembrare una cosa crudele. Fidatevi, non lo è affatto. Piuttosto costringere Micio a stare in mezzo a tanta gente che conosce, che prova ad avvicinarlo e a toccarlo e sentendo voci, rumori e suoni sconosciuti sarebbe come fargli vivere un vero incubo. Per almeno i primi due o tre giorni evitiamo proprio di avvicinarci. Lasciamogli sempre pappa, acqua e la lettiera pulita ma lasciamo perdere il contatto diretto. Altra cosa importante: quando ci rivolgiamo a un gatto maltrattato, facciamolo sempre con un tono di voce tranquillo e pacato.

Per costruire una relazione con Micio occorrono tempo e pazienza. Facciamo qualche passetto alla volta, magari trascorrendo del tempo nella sua stanza ma senza avvicinarlo o costringerlo a farsi toccare o a uscire dal nascondiglio. Vedrete che con il passare dei giorni sarà lui stesso a uscire a poco a poco, anche in nostra presenza, e acquisterà sempre più fiducia perché capirà che non siamo un pericolo per la sua vita!

Cose da non fare con un gatto maltrattato

gatto maltrattato non si lascia avvicinare dalle persone

Dal momento che il gatto maltrattato ha un rapporto difficile con gli esseri umani, tra i consigli su come prendersene cura rientra uno essenziale: dobbiamo essere molto attenti ed evitare comportamenti o atteggiamenti che potrebbero minare la nascita della nostra relazione con lui. I gatti che hanno subito abusi e violenze non si fidano delle persone già di base, ma in generale ci sono una serie di comportamenti che mettono a disagio e fanno arrabbiare tutti i piccoli felini, indistintamente. Tanto per fare un esempio facile, il contatto visivo: i gatti lo detestano, fissarli negli occhi nel loro linguaggio equivale a un gesto di sfida.

A proposito di linguaggio dei gatti, segnali e comportamenti ci possono far capire quali sono le cose di cui hanno maggiore paura. Anche questo è un modo per entrare in confidenza con Micio, comprenderlo ed evitare perciò tutte le situazioni che possano farlo sentire a disagio o in pericolo. Quando un micio è spaventato ce ne accorgiamo subito: pupille dilatate, pelo dritto e gonfio, schiena inarcata, coda bassa. E poi mostra le fauci, soffia ed emette suoni a dir poco inquietanti. Tutti questi segnali ci devono mettere in guardia e, se è così, dobbiamo evitare di avvicinarci al gatto.