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Gatto del Bengala

Bengala
gatto del bengala

Esemplare di Gatto del Bengala

Dati generali
Etimologia Bengala (luogo di provenienza dell’ocelot)
Genitori Prionailurus bengalensis × Felis silvestris catus
Presente in natura No
Longevità 10-16 anni
Impieghi Animale da compagnia
Riproduzione
Fecondità Fecondo con il gatto domestico

Se vi piace l’idea di un gatto dal look esotico ma senza la stazza e la pericolosità di un felino selvatico, il gatto del Bengala può fare al caso vostro. Il gatto del Bengala, detto anche Bengalese o Bengal, è infatti il risultato di un incrocio tra un Asian Leopard Cat e un gatto domestico.

Il gatto del Bengala non è il tipico gatto da compagnia dal temperamento tranquillo che tende ad accucciarsi dolcemente sulle vostre gambe. Al contrario, è un animale estremamente attivo, ama arrampicarsi in posti alti, ama il gioco e le lunghe passeggiate al guinzaglio. È estremamente intelligente e necessita l’accesso ad ampi spazi aperti, dove può cacciare ed osservare gli uccelli in libertà.

Il gatto del Bengala è un gatto allegro ed avventuroso che ha bisogno di molte attenzioni, infatti, si trova più a suo agio con persone che passano molto tempo ad interagire con lui. Questa razza ama particolarmente giocare con l’acqua, potreste quindi facilmente sorprendere il vostro gatto nel tentativo di pescare i pesci del vostro acquario.

Scheda informativa del Gatto del Bengala
Taglia Media
Per bambini Ottimo compagno di giochi, paziente e calmo
Con altri gatti Va bene nel rapporto anche con i suoi simili se opportunamente educato
Con cani Saprà vivere serenamente con un cane rispettoso nei suoi confronti
Anallergico No
Tendenza al sovrappeso Può ingrassare facilmente quindi è consigliato programmare una dieta ad hoc con il veterinario
Tendenza a fuggire Se non fatto sfogare abbastanza il grande bisogno di attività fisica, il rischio di fuga aumenta esponenzialmente

Origini storiche della razza

La razza del gatto del Bengala ebbe origine dall’incrocio di un esemplare femminile di Asian Leopard Cat, molto simile ad un leopardo di dimensione molto più piccole, e un esemplare maschio di gatto domestico. L’intento di Jean Mill, originariamente, non era quello di creare una nuova razza.

Essa infatti, comprò un esemplare di Asian Leopard Cat in un negozio per animali statunitense soltanto per il piacere di avere un animale domestico particolare. Col passare del tempo, gli affiancò un gatto domestico maschio per compagnia. Nel 1965, dai due esemplari, nacque una cucciolata, dalla quale sopravvisse soltanto una gattina, chiamata Kin-Kin. Jean Mill chiese quindi consiglio alla Cornell University Collage of Veterinary Medicine di New York, su come occuparsi del cucciolo ibrido. Gli esperti le dissero che Kin-Kin sarebbe molto probabilmente risultata sterile, teoria che si dimostrò infondata quando la gattina si incrociò col padre dando alla vita due gattini. Uno di questi due gattini ereditò il dolce temperamento domestico del padre dando così, a Jean Mill, l’idea di creare una razza che avesse le caratteristiche fisiche dei Leopard Cat e quelle caratteriali dei gatti domestici.

Ci vollero quattro generazioni per ottenere quella che oggi è la razza del gatto del Bengala con i suoi standard. Questo perché si notò che le prime generazioni svilupparono un carattere nervoso e timido, simile a quello dei loro antenati selvatici. Inoltre, il processo di sviluppo della razza fu rallentato dal fatto che le prime generazioni furono sviluppate soltanto da esemplari di sesso femminile, poiché quelli maschili si rivelarono sterili.

I maschi della prima e della seconda generazione risultarono sterili, durante la terza generazione la metà degli esemplari risultò fertile, e dalla quarta tutti gli esemplari divennero fertili. Gli standard della razza del gatto del Bengala di oggi richiedono che il gatto debba essere discendente dalla quarta generazione in poi per possedere un carattere docile e allegro. Ad oggi, la razza è stata ammessa da tutte le associazioni al di fuori della CFA (Cat Fancier Association).

Prezzo

Il gatto del Bengala si trova tra i 1200 e i 1600€ e può arrivare anche al prezzo di 2.500€. La razza va acquistata con Pedigree, con l’allevatore che rilascerà anche tutti i documenti e gli esami dei genitori di questo micio.

Carattere

Il gatto del Bengala è un gatto molto divertente con cui vivere, ma per il suo carattere può non essere adatto a tutti. È un gatto estremamente intelligente, curioso e attivo, che pretende molte attenzioni, e non fornirgliele può essere fonte di guai.

Quando il gatto del Bengala si ritrova da solo in casa è capace di curiosare ovunque aprendo cassetti e armadietti per trovare passatempi e cibo, o smontare oggetti per capirne il funzionamento. Non è consigliato prendere quindi un esemplare di Bengala se non si ha molto tempo da dedicargli. In alternativa potete pensare a prenderne due in modo che si facciano compagnia.

Il gatto del Bengala ama i propri umani, ed è capace di fare qualsiasi cosa per attirare la loro attenzione e forzarli ad interagire con lui, comprese tutte quelle cose che gli sono vietate. Il Bengala, inoltre, ama nascondere gli oggetti, tenete quindi i vostri beni più preziosi il più lontano possibile dalle sue grinfie. Atletico ed agile, il Bengala ama arrampicarsi nei posti più alti, sia fuori che dentro casa, è quindi bene fornirgli un tiragraffi ad albero molto alto.

Il gatto del Bengala è incredibilmente intelligente e può imparare diversi trucchetti, tra i quali accendere e spegnere la luce, chiudere e aprire le porte, e tirare lo sciacquone. Per via della sua discendenza dall’Asian Leopard Cat, che ha l’abitudine di espellere i suoi escrementi in acqua per nasconderne l’odore ai predatori più grandi, il Bengala può imparare ad utilizzare il bagno.

Il gatto del Bengala ama l’acqua, in maniera particolare quando scorre, per questo motivo sono attratti dai rubinetti aperti e non è difficile che il vostro esemplare possa volersi unire a voi sotto la doccia o nella vasca da bagno.

Ogni esemplare possiede il suo singolare temperamento, ma malgrado questo, la maggior parte dei Bengala possono andare d’accordo con altri animali domestici e con i bambini più grandi che dimostrino di voler giocare con loro. Possono anche essere adatti ai bambini più piccoli, a patto che abbiano la possibilità di scappare da loro nel momento del bisogno.

Caratteristiche fisiche

Zampe

Le zampe sono di media lunghezza, leggermente più lunghe dietro che davanti. La punta delle zampe è grande, rotonda e con le nocche prominenti.

Corpo

Il torso è lungo e sostanzioso, di media dimensione. L’ossatura è robusta solida. Il corpo è muscoloso, specialmente nei maschi.

PESO E ALTEZZA

Il peso e l’altezza del Gatto del Bengala, varia leggermente in base al sesso dell’esemplare. Le femmine, solitamente, sono un po’ più piccole.

Un esemplare maschio adulto può pesare fino a 9 kg, mentre una femmina adulta non supera generalmente i 6 kg. In entrambi i sessi, l’altezza massima che raggiunge il gatto è di 70 cm.

Testa

Il muso è ampio con contorni arrotondati, più lungo che largo. La testa del gatto del Bengala è leggermente più piccola rispetto al corpo, ma non troppo. Il cranio, dietro le orecchie forma una piccola curvatura che finisce verso il collo. Il mento è pronunciato e si allinea con la punta del naso visto di profilo. Il muso è pieno ed ampio, con grandi e prominenti cuscinetti dai quali si propagano le vibrisse. Gli zigomi sono alti e pronunciati, il naso è largo e leggermente rigonfio nella parte della pelle.

Le orecchie hanno dimensioni variabili da medie a piccole, relativamente corte, la base è larga e la punta è arrotondata. Esse sono posizionate in alto e lateralmente sulla testa, seguono il contorno del viso viste frontalmente e puntano in avanti viste lateralmente.

Gli occhi sono leggermente arrotondati e ben distanziati, il loro colore è indipendente da quello del pelo eccetto che nel lynx point.

Coda

La coda è di media lunghezza, spessa, affusolata verso la fine, e dalla punta arrotondata.

Pelo

Il pelo del gatto del Bengala può variare da corto a medio, ha una consistenza densa, cade rasente al corpo ed è normalmente morbido e setoso al tatto. Alcuni manti hanno delle rosette o dei punti formati da due colori, di solito il colore secondario forma un contorno scuro attorno all’altro. La pancia è spesso maculata. Il pattern che si vede più comunemente è il modello tabby maculato marrone, possono anche essere trovati nel modello marmorizzato (classico tabby). Il pelo del Bengala è corto, morbido e lussurioso, ed è facile averne cura, basterà spazzolarlo una o due volte a settimana.

Colore

Il bellissimo manto del gatto del Bengala si presenta in molti colori di sfondo, che vanno dal dorato, ruggine, marrone e arancione alla sabbia, al buff e all’avorio. Le macchie del Bengala variano anche di colore, dalla ruggine o cacao e marrone cioccolato al carbone di legna o nero. Pattern maculati o marmorizzati. Il manto del Bengala può avere i peli di una lucentezza iridescente, che possono far pensare che sia stato cosparso di glitter.

CUCCIOLI

I cuccioli del Gatto del Bengala nascono generalmente in buone condizioni di salute. Sono molto attivi e vivaci e per questo, se sono destinati alla vita da appartamento, vanno abituati sin da subito agli spazi ristretti.

Per quanto riguarda la socializzazione, è sempre bene iniziarla il prima possibile. Non è richiesta comunque una grande quantità di tempo, in quanto il gatto è affettuoso e aperto al contatto con l’umano già per sua indole.

Salute

Il gatto del Bengala può ereditare alcuni problemi di salute comuni che possono causare preoccupazione. Tra di essi possiamo elencare: Rene policistico, Peritonite infettiva (FIP) e la tritrichomonosi felina.

Il rene policistico è una patologia ereditaria nella quale il normale tessuto renale (di entrambi i reni) viene sostituito da numerose cisti. La formazione delle cisti compromette la funzione renale, determinando una condizione patologica chiamata insufficienza renale.

La peritonite infettiva felina (FIP) è una malattia molto grave ed è causata da un coronavirus felino. L’infezione da coronavirus, nella maggior parte dei casi, non causa problemi seri e ha dei sintomi lievi come la diarrea, per poi guarire spontaneamente. In alcuni casi il virus subisce una mutazione nell’organismo del gatto infetto e causa la FIP. Il virus si diffonde invadendo e danneggiando gli organi interni.

La tritrichomonosi felina è causata dal Tritrichomonas foetus, ovvero un protozoo in grado di parassitare le cellule intestinali del gatto causando diarrea.

INDICAZIONI SULL’ALIMENTAZIONE

Per il Gatto del Bengala, l’argomento “alimentazione” è di fondamentale importanza. Gli esemplari di questa razza tendono ad ingrassare velocemente e quindi in ogni caso richiedono una dieta sana ed equilibrata per evitare problemi futuri di obesità. Inoltre, caratteristica di questi gatti è una lunghezza limitata del tratto gastro-intestinale. Per questo ulteriore motivo, risulta necessario controllare la sua alimentazione. Ma cosa può mangiare? È necessario l’intervento del veterinario?

Ogni gatto è un caso a sé e formulare il suo piano alimentare con la collaborazione di un veterinario è sempre consigliato.

Per questi gatti è bene evitare ogni forma di scarto della nostra tavola e, soprattutto, i latticini. Il loro fabbisogno nutrizionale prevede una grande richiesta di proteine e una davvero bassa di carboidrati. Come per tutti i felini, è consigliata la somministrazione di carne cruda, purché si sia certi della sua origine e purché non si esageri con la quantità.

Tuttavia, è possibile anche optare per la dieta a base di cibo secco ed industriale, purché sia selezionato con la collaborazione del proprio veterinario. In questi esemplari non sono rari i casi di indigestione e problemi di stomaco.

TOELETTATURA

Il pelo del Gatto del Bengala è di per sé molto bello, sano, lucente e morbido. Grazie a queste sue qualità naturali, non richiede grosse cure se non quelle di routine. È sempre bene spazzolarlo una volta a settimana per permettere la caduta del pelo vecchio e consentire la rigenerazione di quello nuovo.

Un discorso a parte va fatto per i prodotti da utilizzare in caso di lavaggio. Sono sempre consigliati dei detergenti che non siano aggressivi né per il pelo né per la cute del felino. Un semplice detergente delicato dovrebbe bastare, ma se si ha il sospetto che la cute del proprio gatto sia più sensibile di quanto pensiamo, è il caso di decidere i prodotti da utilizzare insieme al veterinario, che tiene conto delle caratteristiche fisiche soggettive del felino.

ALLEVAMENTI

Il Gatto del Bengala è di recente diffusione in Italia. Non appena conosciuto, la sua richiesta è aumentata in maniera a dir poco esponenziale. In poco tempo gli allevamenti creati per questa razza non sono stati pochi. Gli esemplari sono richiesti in ogni parte d’Italia e lo dimostra la notevole presenza di allevamenti sparsi in quasi tutte le regioni d’Italia.

Tra le regioni che ne hanno di riconosciuti, infatti, troviamo: Lazio, Abruzzo, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana e Veneto.

Se nella propria regione non dovesse essercene neanche uno, quelli sparsi nel territorio sono facilmente reperibili.

PRENDERSI CURA DEL GATTO DEL BENGALA

Il Gatto del Bengala è un esemplare abbastanza socievole e rispettoso. Per questo motivo è perfetto per la vita da appartamento, purché abituato da piccolo. Non ha nessun problema a socializzare e predilige la compagnia dei bambini, con cui può dare libero sfogo alla sua voglia di gioco e movimento. Lega molto con la sua famiglia e raramente tende ad allontanarsi. Se lasciato solo in casa, è bene lasciargli qualcosa per non farlo annoiare. Un tiragraffi e dei giochi sono l’ideale, purché i giochi varino nel tempo, creandogli nuovi stimoli.

Curiosità

Il Gatto del Bengala è stata la prima razza di gatto domestico ottenuta dall’incrocio tra razze di gatti domestici e un felino selvatico, l’Asian Leopard Cat.