Sverminare un gattino: come farlo, quando e a che cosa serve

Per sverminare un gattino dobbiamo utilizzare farmaci vermifughi e antiparassitari solo ed esclusivamente prescritti dal veterinario

gattino di tre colori

Esistono diversi metodi per sverminare un gattino, una procedura essenziale quando ne adottiamo uno accogliendolo in casa.

I parassiti intestinali, che spesso chiamiamo semplicemente vermi, sono comuni anche nei gatti adulti e non solo nei gattini.

Questi ultimi, però, possono già nascere con i vermi oppure possono ingerirne le uova nelle prime settimane di vita durante l’allattamento.

Parlare di vermi è generico e riduttivo perché in realtà esistono diversi tipi di parassiti intestinali e ciascuno di essi può insidiare il gattino in vari modi.

Gli anchilostomi, ad esempio, infestano il gattino attraverso il semplice contatto con la pelle mentre le tenie entrano nell’organismo con l’ingestione di pulci o altri animali infetti.

Capiamo bene allora l’importanza di sverminare un gattino, deve essere la primissima cosa da fare naturalmente concordando il trattamento più giusto con il veterinario.

Parassiti intestinali nel gattino: tutti i tipi

gattino dolce e tenero

I parassiti intestinali, che comunemente chiamiamo vermi, possono infestare tutti i gatti anche nell’età adulta.

Ma i gattini sono più a rischio perché hanno un sistema immunitario più debole e ancora non hanno le difese che gli occorrono per fronteggiare infezioni, malattie o infestazioni parassitarie.

Ecco che allora appare chiaro perché sia tanto importante sverminare un gattino appena nato e appena giunto in casa.

Parlare di vermi è molto generico perché in realtà esistono diversi tipi di parassiti, ognuno con caratteristiche ben precise e diversi sintomi e modalità di contagio.

Il gattino può entrare a contatto sia con parassiti esterni, come pulci, zecche o pidocchi, che con parassiti interni, quindi i vermi intestinali ma anche altri tipi di parassiti che possono aggredire gli organi come cuore o polmoni.

I vermi sono parassiti interni e sono molto comuni nei cuccioli insieme ai cosiddetti protozoi, degli microrganismi unicellulari responsabili di diarrea, disidratazione e perdita di peso.

gattino di colore grigio

Tra i protozoi che aggrediscono l’intestino possiamo citare la giardia che si insinua nell’organismo finché non raggiunge l’intestino fissandosi nella mucosa intestinale.

Di vermi, invece, esistono due diversi gruppi entrambi molto aggressivi e pericolosi per la salute del gattino.

I primi sono i vermi tondi che si insinuano nell’intestino tenue del gattino formando delle palle e quindi con il rischio di ostruzione intestinale.

Un occhio attento può osservare la presenza di uova nelle feci o nella zona anale del piccolino.

I secondi sono i vermi piatti che si attaccano alle pareti dell’intestino provocando gonfiore, diarrea e spesso anche danni al pelo del gattino.

Anche questi vermi sono ben visibili nelle feci e sono riconoscibili perché hanno l’aspetto di chicchi di riso.

Come capire se il gattino ha i vermi

mamma gatta lecca il suo cucciolo

Prima di sverminare un gattino dobbiamo aver chiaro come può prendere i vermi e naturalmente la risposta varia a seconda del tipo di parassita con cui abbiamo a che fare.

Comunemente il gattino prende i vermi attraverso il contatto diretto con le loro uova e in particolare con le feci di un altro gatto infetto.

Per questo motivo è molto importante curare attentamente l’igiene della mamma gatta e dei gattini dopo il parto.

Il nido della mamma deve essere sempre pulito quindi cambiamo frequentemente gli asciugamani sui quali si depositano feci e urina.

I gattini tendenzialmente prendono i vermi perché la mamma è infetta e li trasmette attraverso il latte materno durante l’allattamento.

Sintomi

I vermi intestinali causano dei sintomi ben precisi per cui è semplice capire se il gattino ne sia stato infestato.

Prima di tutto spunta la cosiddetta “pancia da vermi”, quindi ha l’addome gonfio e tondeggiante come se avesse ingoiato una pallina.

A questo si aggiunge una magrezza anomala perché al gattino manca il naturale strato di grasso che si forma sotto la pelle.

tre gattini bianchi

In sostanza se lo tocchiamo possiamo sentire gli spigoli delle ossa sia nella colonna vertebrale che a ridosso del bacino.

Inoltre la presenza di vermi intestinali può provocare danni al pelo che risulta arruffato e opaco. I vermi si nutrono delle vitamine, dei minerali e delle proteine che il gattino dovrebbe assimilare attraverso il cibo.

Attaccando le pareti dell’intestino, poi, i vermi causano vomito e diarrea incontrollati al punto che il gattino si disidrata e rischia seriamente la vita.

Nei casi gravi alcuni vermi come gli Anchilostomi possono provocare un’emorragia intestinale interna quindi il gattino inizia lentamente a perdere sangue rischiando di diventare anemico.

Se il gattino ha l’anemia le gengive diventano pallide e in alcuni casi assumono un’anomala colorazione grigiastra o bianca.

I cuccioli dovrebbero essere attivi ed energici, pieni di vita e con tanta voglia di giocare e scoprire il mondo che li circonda.

Ebbene, quando hanno i vermi diventano esattamente l’opposto: sono letargici e non si muovono quasi mai e in più non crescono come dovrebbero restando molto piccoli.

Oltre a sverminare un gattino dobbiamo prestare attenzione all’eventuale presenza di pulci, soprattutto nella mamma con cui è perennemente a contatto, perché alcuni vermi intestinali come la tenia possono essere trasmessi proprio dalle pulci.

Sverminare un gattino: come si fa

gattino piccolo dal veterinario

Ci sono diversi modi per sverminare un gattino e possiamo farlo anche con dei trattamenti reperibili in farmacia.

Naturalmente occorre portare il gattino dal veterinario quando mostra tutti i sintomi di cui abbiamo parlato in modo tale che possa procedere all’esame delle feci e capire da quale tipo di parassita intestinale sia infestato.

Una volta individuato il tipo di vermi nel gattino il veterinario può prescrivere il trattamento più adeguato o somministrare lui stesso il farmaco.

Parliamo del cosiddetto vermifugo, studiato apposta per eliminare i vari tipi di parassiti intestinali e specifico per l’età del gatto infestato.

Ne esistono diversi tipi in commercio sia sotto forma di compresse masticabili da far mangiare al gattino sia sotto forma di soluzioni topiche da applicare sulla pelle.

Per i gattini che hanno un’età compresa tra le 3 settimane e i 3 mesi sono ideali i vermifughi a base di albendazolo o fenbendazolo da utilizzare per alcuni giorni.

accarezzare la testa del gattino

Hanno un’azione più lenta rispetto ad altri farmaci antiparassitari ma riescono con efficacia a eliminare tutti i vermi e a evitare l’ostruzione intestinale.

Il trattamento antiparassitario andrebbe ripetuto ogni due settimane proprio in queste prime settimane di vita dopodiché dai 3 ai 6 mesi va fatto una volta al mese.

Quando il gattino compie i 6 mesi di età i vermi dovrebbero essere già stati debellati del tutto ma non possiamo averne la certezza assoluta senza l’intervento del veterinario.

A questo punto è utile prelevare un campione di feci da analizzare per verificare l’eventuale presenza di parassiti.

Per sicurezza, comunque, il trattamento vermifugo non andrebbe interrotto se il gattino non vive esclusivamente in casa ma ha la possibilità di uscire in giardino ed entrare a contatto con altri animali.

In questo caso è consigliabile proseguire con la somministrazione del vermifugo ogni tre mesi circa.

Prodotti per sverminare un gattino

I prodotti antiparassitari per sverminare un gattino sono tanti e disponibili in commercio sotto forma di pipette, pastiglie, spray e perfino collari.

Naturalmente parliamo di sverminazione sia interna che esterna che ci consente di debellare qualsiasi forma di parassita presente nel micio.

Il trattamento deve essere solo ed esclusivamente prescritto dal veterinario dopo una visita accurata ed eventuali esami delle feci.

Sebbene si tratti di prodotti disponibili in commercio non prendiamo mai l’iniziativa perché potrebbero avere dei seri effetti collaterali e mettere a rischio la vita del gattino.

Il miglior prodotto per sverminare un gattino: la pipetta

pipetta antiparassitario per gatti

La pipetta è in assoluto il prodotto antiparassitario migliore per sverminare un gattino e sono moltissimi i veterinari che la utilizzano.

La pipetta non è altro che un tubicino di plastica che contiene il farmaco antiparassitario ed è davvero facilissima da utilizzare.

In pratica dobbiamo prendere la pipetta e rompere l’estremità superiore in modo da aprirla, dopodiché dobbiamo versarne il contenuto sulla testa del gattino in modo tale che non possa raggiungerlo e toccarlo con le zampine.

Per farlo allarghiamo leggermente il pelo con le dita in modo che il farmaco entri direttamente a contatto con la pelle che lo assorbe del tutto.

Le pipette sono davvero molto efficaci per sverminare un gattino sia internamente che esternamente perché ne esistono di specifiche per i vermi ma anche per pulci e zecche.

Per utilizzarle occorre leggere le istruzioni riportate nel foglietto illustrativo ma in genere ne basta una ogni 4 o 6 settimane e agiscono in meno di 48 ore.

Uno dei grandi vantaggi delle pipette è che vanno bene anche per gattini di 2 mesi di età.

Pastiglie o compresse

gattini che mangiano la pappa

Gli antiparassitari in pastiglie o compresse sono molto efficaci per la sverminazione di un gattino ma hanno qualche svantaggio rispetto alle pipette.

Innanzi tutto perché vanno somministrate a infestazione avvenuta, non sono utili a livello di prevenzione.

Vanno bene sia per i parassiti intestinali e in generale per tutte le infestazioni interne sia per i parassiti esterni, tanto che sono consigliate nel caso di gravi infestazioni di pulci perché hanno un effetto rapidissimo.

Le pastiglie e le compresse sono indicate per gattini dalle 6 settimane in su ai quali ne va somministrata una ogni 3 o 4 mesi.

Per sverminare un gattino potrebbero non essere proprio la soluzione più adatta perché non è semplice somministrare per via orale una compressa a un micio tanto piccolo.

Per evitare problemi potremmo nascondere la compressa nella pappa del gattino in modo che la mangi senza rendersene conto.

Spray antiparassitari

gattini che dormono insieme

Sverminare un gattino significa anche agire esternamente e abbiamo visto che le infestazioni parassitarie a opera di pulci, zecche e pidocchi sono all’ordine del giorno.

Una soluzione spesso consigliata dal veterinario per eliminare questi parassiti esterni è un prodotto spray che si spruzza direttamente sul gattino.

Lo spray non è efficace come le pipette o le compresse ma ha comunque una sua utilità nei gattini a partire dagli 8 mesi di età.

Spruzzandolo su tutto il pelo del gattino creiamo come una sorta di scudo protettivo che agisce per circa 1 mese.

Anche in questo caso non è una soluzione adatta proprio a tutti i gattini perché per applicarlo dobbiamo maneggiarli indossando dei guanti in silicone.

Inoltre sappiamo bene che i piccoli felini non amano essere bagnati quindi l’effetto dello spray non è proprio piacevole.

Collari antiparassitari

Proprio come per i cani, esistono in commercio anche collari antiparassitari adatti a sverminare un gattino infestato da pulci o zecche.

Se il gattino è ben predisposto non sarà difficile infilarglielo al collo ma se non ne vuole proprio sapere c’è ben poco da fare.

In ogni caso il collare va utilizzato per gattini dai 4 agli 8 mesi di età e la durata varia in base alle indicazioni riportate nella confezione.

Sverminare un gattino: possibili effetti collaterali

gattino che sta male

Non smetteremo mai di ripeterlo, quando dobbiamo acquistare farmaci per sverminare un gattino o per qualsiasi altra patologie devono essere prescritti dal veterinario.

Qualsiasi farmaco ha un dosaggio ben preciso che dobbiamo seguire con cura e attenzione senza mai fare di testa nostra.

L’antiparassitario deve essere adatto all’età del gattino, al suo peso e al tipo di vermi che lo infestano.

I farmaci possono avere effetti collaterali anche gravi quando superano le dosi consigliate, provocando avvelenamento.

I sintomi più comuni di avvelenamento da farmaci nei gatti sono vomito, diarrea, tremori, disorientamento, mancanza di coordinazione.

Nei casi più gravi possono insorgere anche problemi respiratori per cui la vita del gattino può essere seriamente a rischio.

Le pastiglie possono anche avere un effetto eccitante sui gatti causando episodi di iperattività che passano con il tempo.

Se in concomitanza con l’inizio del trattamento notiamo alcuni o tutti questi sintomi vuole dire che qualcosa non va e dobbiamo correre ad avvisare il veterinario.

Per prima cosa dobbiamo interrompere il trattamento e aspettare che il medico prescriva un farmaco alternativo all’antiparassitario utilizzato fino a quel momento.